Quotidiano Giuridico

Delibera condominiale: se i comproprietari non esprimono un voto unitario vanno considerati come astenuti

27/10/2026 - I comproprietari pro indiviso di un'unità immobiliare devono nominare un rappresentante che esprima un voto e una volontà unica in assemblea (Cassazione n. 23548/2026)

Abitazione inaccessibile dopo una frana: il Comune ha l'obbligo di pronunciarsi su istanze dei proprietari

27/10/2026 - Per il Tar Lazio non può giustificare la propria inerzia con la mancanza di risorse finanziarie (sentenza 29 settembre 2026, n. 15388)

Mensa scolastica e morosità: cosa può fare il Comune?

27/10/2026 - Il ritardo nei pagamenti pone una delicata questione di equilibrio e bilanciamento tra diritti dei minori ed esigenze di bilancio degli enti locali

IPSOA Quotidiano

Ricorso tributario notificato via PEC in formato immagine: quando il vizio è sanabile

27/10/2026 - Nel <a target="_blank" title="processo tributario telematico" href="https://www.ipsoa.it/wkpedia/processo-tributario-telematico">processo tributario telematico</a>, la scelta del formato con cui notificare il ricorso non è un dettaglio meramente informatico. La questione assume particolare rilievo quando il difensore redige e sottoscrive il ricorso su supporto cartaceo e lo trasmette all’Amministrazione finanziaria tramite PEC sotto forma di copia per immagine, anziché utilizzare un documento informatico nativo. È proprio questa fattispecie a essere esaminata dalla <a target="_blank" class="rich-sent" title="Corte di cassazione, sezione tributaria, con ordinanza 8 ottobre 2026, n. 26456" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10SE0003229769">Corte di cassazione, sezione tributaria, con ordinanza 8 ottobre 2026, n. 26456</a>, che riconduce il vizio alla categoria della nullità (sanabile con la costituzione dell’Agenzia delle Entrate), escludendo l’inesistenza della notificazione. Nel processo tributario telematico, la scelta del formato con cui notificare il ricorso non è un dettaglio meramente informatico. La questione assume particolare rilievo quando il difensore redige e sottoscrive il ricorso su supporto cartaceo e lo trasmette all’Amministrazione finanziaria tramite PEC sotto forma di copia per immagine, anziché utilizzare un documento informatico nativo. È proprio questa fattispecie a essere esaminata dalla Corte di cassazione, sezione tributaria, con ordinanza 8 ottobre 2026, n. 26456, che riconduce il vizio alla categoria della nullità (sanabile con la costituzione dell’Agenzia delle Entrate), escludendo l’inesistenza della notificazione.

La certezza fiscale passa attraverso il TCF e l'adempimento collaborativo

27/10/2026 - L’impresa può conseguire certezza, in campo fiscale, attraverso l’adesione all’<a target="_blank" title="adempimento collaborativo" href="https://www.ipsoa.it/speciali/cooperative-compliance-riforma-fiscale">adempimento collaborativo</a>: benefici ambientali, correlati al termine di accertamento ridotto e alle modalità con cui si svolgono i controlli fiscali, si uniscono a benefici sanzionatori, riconosciuti a fronte di un comportamento trasparente verso l’amministrazione finanziaria, per i rischi di adempimento ed interpretativi. Per aderire al regime, occorre essere in controllo dei rischi fiscali, attraverso gli strumenti di protezione dati dal Tax Control Framework: mappa dei rischi di adempimento e dei presidi, inclusi quelli antifrode, oltre che processo interpretativo. Il modello di controllo interno del TCF si rivela, tuttavia, non ben proporzionato rispetto alle imprese di medie e piccole dimensioni, per le quali si auspica l’introduzione di un regime di certezza alternativo. Anche di questo si parlerà al XV Forum FISCALE, in programma a Milano il 3 novembre 2026. L’impresa può conseguire certezza, in campo fiscale, attraverso l’adesione all’adempimento collaborativo: benefici ambientali, correlati al termine di accertamento ridotto e alle modalità con cui si svolgono i controlli fiscali, si uniscono a benefici sanzionatori, riconosciuti a fronte di un comportamento trasparente verso l’amministrazione finanziaria, per i rischi di adempimento ed interpretativi. Per aderire al regime, occorre essere in controllo dei rischi fiscali, attraverso gli strumenti di protezione dati dal Tax Control Framework: mappa dei rischi di adempimento e dei presidi, inclusi quelli antifrode, oltre che processo interpretativo. Il modello di controllo interno del TCF si rivela, tuttavia, non ben proporzionato rispetto alle imprese di medie e piccole dimensioni, per le quali si auspica l’introduzione di un regime di certezza alternativo. Anche di questo si parlerà al XV Forum FISCALE, in programma a Milano il 3 novembre 2026.

Autotutela dopo il ricorso: il Fisco paga le spese se il difensore sa chiederle

27/10/2026 - Nel 2025 il giudice tributario di primo grado ha posto le spese a carico dell’ufficio nel 60,3% delle decisioni favorevoli al contribuente, ma soltanto nel 17,4% degli “altri esiti”, la categoria statistica che comprende, fra l’altro, la cessazione della materia del contendere, dove le spese sono state compensate nel 68,7% dei casi. Lo documenta la Relazione annuale del Dipartimento della Giustizia tributaria. Eppure, quando l’ufficio annulla l’atto in autotutela dopo il ricorso, la regola è la soccombenza virtuale. Due varchi riaprono la strada alla compensazione: il filtro dell’illegittimità “manifesta” fin dall’origine e i documenti decisivi prodotti solo in giudizio. Il Testo Unico applicabile dal 2027 non li chiude, ma possono farlo il <a target="_blank" title="correttivo approvato in esame preliminare il 13 ottobre" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/10/14/riordino-legislazione-tributaria-prosegue-nuove-correzioni-testi-unici">correttivo approvato in esame preliminare il 13 ottobre</a> e il Codice tributario. Nel frattempo, la soccombenza virtuale va preparata prima del ricorso e domandata per iscritto. Nel 2025 il giudice tributario di primo grado ha posto le spese a carico dell’ufficio nel 60,3% delle decisioni favorevoli al contribuente, ma soltanto nel 17,4% degli “altri esiti”, la categoria statistica che comprende, fra l’altro, la cessazione della materia del contendere, dove le spese sono state compensate nel 68,7% dei casi. Lo documenta la Relazione annuale del Dipartimento della Giustizia tributaria. Eppure, quando l’ufficio annulla l’atto in autotutela dopo il ricorso, la regola è la soccombenza virtuale. Due varchi riaprono la strada alla compensazione: il filtro dell’illegittimità “manifesta” fin dall’origine e i documenti decisivi prodotti solo in giudizio. Il Testo Unico applicabile dal 2027 non li chiude, ma possono farlo il correttivo approvato in esame preliminare il 13 ottobre e il Codice tributario. Nel frattempo, la soccombenza virtuale va preparata prima del ricorso e domandata per iscritto.

Assunzioni agevolate: dal 1° dicembre 2026 il SIISL cambia le regole del gioco

27/10/2026 - Dal 1° dicembre 2026 cambiano le regole e gli adempimenti per l’accesso agli incentivi contributivi previsti per le assunzioni agevolate. Per le imprese diventa obbligatorio pubblicare, prima o contestualmente all'assunzione, la posizione lavorativa sul SIISL, come previsto dal <a target="_blank" title="decreto" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/10/08/siisl-assunzioni-agevolate-nuove-regole-1-dicembre-2026">decreto</a> del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 134/2026. Non si tratta un adempimento da lasciare all'ultimo momento. Occorre aggiornare le procedure aziendali, assegnare responsabilità precise e verificare che la pubblicazione avvenga nei tempi previsti. Ci sono però anche dei vantaggi. I datori di lavoro e i loro intermediari potranno consultare sul SIISL i benefici contributivi disponibili e simulare quelli potenzialmente applicabili. Dal 1° dicembre 2026 cambiano le regole e gli adempimenti per l’accesso agli incentivi contributivi previsti per le assunzioni agevolate. Per le imprese diventa obbligatorio pubblicare, prima o contestualmente all'assunzione, la posizione lavorativa sul SIISL, come previsto dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 134/2026. Non si tratta un adempimento da lasciare all'ultimo momento. Occorre aggiornare le procedure aziendali, assegnare responsabilità precise e verificare che la pubblicazione avvenga nei tempi previsti. Ci sono però anche dei vantaggi. I datori di lavoro e i loro intermediari potranno consultare sul SIISL i benefici contributivi disponibili e simulare quelli potenzialmente applicabili.

Digitalizzazione documenti del rapporto di lavoro: cosa può gestire il consulente e chi risponde degli adempimenti

27/10/2026 - La digitalizzazione della documentazione del rapporto di lavoro non riguarda più soltanto il modo in cui un documento viene materialmente consegnato al dipendente. L'<a target="_blank" title="interpello del Ministero del Lavoro n. 2/2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/10/01/rapporto-lavoro-via-libera-documenti-digitali-spid-cie-non-equivalgono-firma">interpello del Ministero del Lavoro n. 2/2026</a> offre un punto di partenza importante in materia. Il Ministero ammette espressamente che la piattaforma utilizzata per la consegna possa essere gestita non soltanto dal datore, ma anche da un professionista incaricato o da un fornitore di servizi. Quando la gestione amministrativa del personale è affidata a un consulente del lavoro, la questione diventa soprattutto organizzativa: chi prepara il documento? Chi lo mette a disposizione? Chi deve controllare che la consegna sia avvenuta e, soprattutto, chi risponde se qualcosa non funziona? La digitalizzazione della documentazione del rapporto di lavoro non riguarda più soltanto il modo in cui un documento viene materialmente consegnato al dipendente. L'interpello del Ministero del Lavoro n. 2/2026 offre un punto di partenza importante in materia. Il Ministero ammette espressamente che la piattaforma utilizzata per la consegna possa essere gestita non soltanto dal datore, ma anche da un professionista incaricato o da un fornitore di servizi. Quando la gestione amministrativa del personale è affidata a un consulente del lavoro, la questione diventa soprattutto organizzativa: chi prepara il documento? Chi lo mette a disposizione? Chi deve controllare che la consegna sia avvenuta e, soprattutto, chi risponde se qualcosa non funziona?

Pensione lavoratori autonomi: quali conseguenze in caso di contributi omessi?

27/10/2026 - Con il <a target="_blank" class="rich-legge" title="messaggio INPS n. 31132026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001013712SOMM">messaggio INPS n. 3113/2026</a> vengono forniti ulteriori chiarimenti sugli effetti dell’omissione contributiva per i lavoratori autonomi ai fini della pensione. L’Istituto conferma che il versamento tardivo dei contributi determinanti per il perfezionamento del diritto può comportare lo slittamento della decorrenza del trattamento e specifica le regole applicabili in caso di rateizzazione, pagamento anticipato delle rate residue e istanza di riesame. Con il messaggio INPS n. 3113/2026 vengono forniti ulteriori chiarimenti sugli effetti dell’omissione contributiva per i lavoratori autonomi ai fini della pensione. L’Istituto conferma che il versamento tardivo dei contributi determinanti per il perfezionamento del diritto può comportare lo slittamento della decorrenza del trattamento e specifica le regole applicabili in caso di rateizzazione, pagamento anticipato delle rate residue e istanza di riesame.

Disclosure nature-related: ISSB pubblica in consultazione le linee guida

23/10/2026 - L’International Sustainability Standards Board (ISSB) ha avviato una consultazione pubblica sull’Exposure Draft IFRS Sustainability Disclosure Practice Statement 1 Nature-related Disclosures, con osservazioni aperte fino al 19 febbraio 2027. L’iniziativa mira a supportare le imprese nella comunicazione agli investitori di informazioni rilevanti sui rischi e sulle opportunità connessi alla natura, migliorando la qualità e la comparabilità delle disclosure a livello globale. Le proposte forniscono indicazioni applicative dell’IFRS S1, favorendo una rappresentazione integrata delle informazioni sulla sostenibilità ed evitando approcci frammentati alla rendicontazione. L’ISSB si è inoltre ispirato ai lavori della TNFD, valorizzando aspetti quali la localizzazione degli impatti e il coinvolgimento di popolazioni indigene, comunità locali e stakeholder. La consultazione riguarda anche la forma normativa più appropriata per il documento, valutando se finalizzarlo come Dichiarazione di prassi o come Standard vero e proprio, mantenendo al contempo l’interoperabilità con i framework GRI ed ESRS. L’International Sustainability Standards Board (ISSB) ha avviato una consultazione pubblica sull’Exposure Draft IFRS Sustainability Disclosure Practice Statement 1 Nature-related Disclosures, con osservazioni aperte fino al 19 febbraio 2027. L’iniziativa mira a supportare le imprese nella comunicazione agli investitori di informazioni rilevanti sui rischi e sulle opportunità connessi alla natura, migliorando la qualità e la comparabilità delle disclosure a livello globale. Le proposte forniscono indicazioni applicative dell’IFRS S1, favorendo una rappresentazione integrata delle informazioni sulla sostenibilità ed evitando approcci frammentati alla rendicontazione. L’ISSB si è inoltre ispirato ai lavori della TNFD, valorizzando aspetti quali la localizzazione degli impatti e il coinvolgimento di popolazioni indigene, comunità locali e stakeholder. La consultazione riguarda anche la forma normativa più appropriata per il documento, valutando se finalizzarlo come Dichiarazione di prassi o come Standard vero e proprio, mantenendo al contempo l’interoperabilità con i framework GRI ed ESRS.

Assirevi, Documento di Ricerca n. 265

08/10/2026 - L’attività del revisore legale con riferimento alla comunicazione sulle imposte sul reddito (CBCR - Country-by-Country reporting) ai sensi del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. L’attività del revisore legale con riferimento alla comunicazione sulle imposte sul reddito (CBCR - Country-by-Country reporting) ai sensi del D.Lgs. n. 139/2015.

IFRS Foundation: EFRAG propone limiti alla modifica dello Statuto

07/10/2026 - L’EFRAG ha pubblicato la bozza di lettera di commento sulla proposta di modifica mirata dello Statuto della IFRS Foundation, avviando una consultazione pubblica con osservazioni aperte fino al 7 novembre 2026. Nel documento, EFRAG si oppone alla possibilità di ridurre la composizione dello IASB e dell’ISSB fino a otto membri, raccomandando una struttura stabile di almeno 12 componenti per ciascun Consiglio e una maggiore definizione dei criteri che dovrebbero giustificare eventuali variazioni. L’organismo europeo chiede inoltre di preservare l’attuale rappresentanza dell’Europa, mantenendo tre seggi per ciascun Board e garantendo almeno due posti all’Unione europea, in considerazione del suo peso economico, dei mercati dei capitali e del contributo finanziario alla Fondazione IFRS. EFRAG condivide invece il mantenimento dei requisiti di qualificazione e delle nuove regole di voto, esprimendo però riserve sulla possibilità di prevedere mandati inferiori a cinque anni per alcuni membri. L’EFRAG ha pubblicato la bozza di lettera di commento sulla proposta di modifica mirata dello Statuto della IFRS Foundation, avviando una consultazione pubblica con osservazioni aperte fino al 7 novembre 2026. Nel documento, EFRAG si oppone alla possibilità di ridurre la composizione dello IASB e dell’ISSB fino a otto membri, raccomandando una struttura stabile di almeno 12 componenti per ciascun Consiglio e una maggiore definizione dei criteri che dovrebbero giustificare eventuali variazioni. L’organismo europeo chiede inoltre di preservare l’attuale rappresentanza dell’Europa, mantenendo tre seggi per ciascun Board e garantendo almeno due posti all’Unione europea, in considerazione del suo peso economico, dei mercati dei capitali e del contributo finanziario alla Fondazione IFRS. EFRAG condivide invece il mantenimento dei requisiti di qualificazione e delle nuove regole di voto, esprimendo però riserve sulla possibilità di prevedere mandati inferiori a cinque anni per alcuni membri.

Fondo antiusura PMI 2026: come ottenere finanziamenti garantiti fino a 150.000 euro

27/10/2026 - Le <a target="_blank" title="linee guida ABI del 5 ottobre 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/10/08/fondo-antiusura-nuove-linee-guida-potenziare-sostegno-famiglie-imprese">linee guida ABI del 5 ottobre 2026</a> aggiornano le procedure operative del fondo antiusura e rendono più semplice il coordinamento tra banche e Confidi. Le novità si inseriscono nel quadro normativo delineato dalla <a target="_blank" title="legge di Bilancio 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/01/03/legge-bilancio-2025-cambia-professionisti-imprese">legge di Bilancio 2025</a> e dal <a target="_blank" title="decreto 27 febbraio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/06/23/fondo-antiusura-2026-nuove-regole-confidi-associazioni">decreto 27 febbraio 2026</a>, che hanno ridefinito il funzionamento dello strumento e le condizioni di utilizzo delle risorse pubbliche. Per le imprese diventa fondamentale conoscere le caratteristiche delle garanzie, individuare i Confidi operanti con il fondo e predisporre correttamente la richiesta. Chi può accedere alle garanzie e quali finanziamenti sono ammessi? Quali documenti servono e come presentare la domanda? Le linee guida ABI del 5 ottobre 2026 aggiornano le procedure operative del fondo antiusura e rendono più semplice il coordinamento tra banche e Confidi. Le novità si inseriscono nel quadro normativo delineato dalla legge di Bilancio 2025 e dal decreto 27 febbraio 2026, che hanno ridefinito il funzionamento dello strumento e le condizioni di utilizzo delle risorse pubbliche. Per le imprese diventa fondamentale conoscere le caratteristiche delle garanzie, individuare i Confidi operanti con il fondo e predisporre correttamente la richiesta. Chi può accedere alle garanzie e quali finanziamenti sono ammessi? Quali documenti servono e come presentare la domanda?

Impianti di interesse strategico nazionale: in GU le misure per assicurarne la continuità

26/10/2026 - Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 26 ottobre 2026, la legge 23 ottobre 2026, n. 196 di conversione in legge, con modificazioni, del <a target="_blank" class="rich-legge" title="decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001011669SOMM">decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154</a>, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale. La legge entra in vigore il 27 ottobre 2026. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 26 ottobre 2026, la legge 23 ottobre 2026, n. 196 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale. La legge entra in vigore il 27 ottobre 2026.

Certificazione UNI/PdR 192:2026 conciliazione vita-lavoro: quanto convengono i contributi?

26/10/2026 - Fino al 31 marzo 2027 le imprese possono richiedere i contributi del bando "Il lavoro a misura di famiglia" per ottenere la certificazione <a target="_blank" title="conciliazione vita-lavoro UNI/PdR 192:2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/09/29/certificazione-conciliazione-vita-lavoro-politiche-family-friendly-premiano-aziende">conciliazione vita-lavoro UNI/PdR 192:2026</a>. Le agevolazioni possono essere richieste sia per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale che per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. I contributi arrivano fino a 12.000 euro più un'integrazione di 450 euro per le imprese già certificate. Quanto si risparmia? Fino al 31 marzo 2027 le imprese possono richiedere i contributi del bando "Il lavoro a misura di famiglia" per ottenere la certificazione conciliazione vita-lavoro UNI/PdR 192:2026. Le agevolazioni possono essere richieste sia per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale che per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. I contributi arrivano fino a 12.000 euro più un'integrazione di 450 euro per le imprese già certificate. Quanto si risparmia?

Concordato semplificato: il compenso del professionista non è prededucibile

27/10/2026 - Con la sentenza n. 2779/2026 la Cassazione chiarisce che il compenso del professionista per la predisposizione del piano e della domanda di concordato semplificato non beneficia della prededuzione. La Corte afferma la tassatività dell'art. 6 del Codice della crisi e ribadisce l'autonomia del concordato semplificato rispetto al concordato preventivo. Quali sono le conseguenze per advisor, imprese e creditori nella gestione degli incarichi e nella qualificazione dei crediti? Con la sentenza n. 2779/2026 la Cassazione chiarisce che il compenso del professionista per la predisposizione del piano e della domanda di concordato semplificato non beneficia della prededuzione. La Corte afferma la tassatività dell'art. 6 del Codice della crisi e ribadisce l'autonomia del concordato semplificato rispetto al concordato preventivo. Quali sono le conseguenze per advisor, imprese e creditori nella gestione degli incarichi e nella qualificazione dei crediti?

Confisca dei beni: cosa cambia con le nuove regole su sequestri, cripto-attività e recupero patrimoniale

26/10/2026 - Il <a target="_blank" title="D.Lgs. n. 186/2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/10/17/confisca-beni-criptovalute-pubblicato-decreto-attuativo-direttiva-ue">D.Lgs. n. 186/2026</a>, pubblicato nella G.U. 16 ottobre 2026 n. 241, non ridisegna il sistema delle confische ma lo rafforza con innesti mirati. Introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali e quella dei beni trasferiti a terzi consapevoli, amplia e codifica i limiti della confisca allargata, disciplina la vendita dei beni sequestrati prima della confisca e detta le prime regole sul sequestro delle cripto-attività. Non regola, invece, la confisca senza condanna né il patrimonio ingiustificato, e non contiene norme transitorie. Quali sono le novità? Il D.Lgs. n. 186/2026, pubblicato nella G.U. 16 ottobre 2026 n. 241, non ridisegna il sistema delle confische ma lo rafforza con innesti mirati. Introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali e quella dei beni trasferiti a terzi consapevoli, amplia e codifica i limiti della confisca allargata, disciplina la vendita dei beni sequestrati prima della confisca e detta le prime regole sul sequestro delle cripto-attività. Non regola, invece, la confisca senza condanna né il patrimonio ingiustificato, e non contiene norme transitorie. Quali sono le novità?

Corporate Governance delle Società Quotate: pubblicato il rapporto di Assonime

23/10/2026 - Pubblicato l’intervento n. 8/2026 dal titolo “Il Rapporto Assonime sulla Corporate Governance delle Società Quotate” con cui Assonime analizza il quarto anno di applicazione del Codice di Corporate Governance 2020 su un campione di 185 società quotate italiane rappresentative del 78% della capitalizzazione del mercato regolamentato. Pubblicato l’intervento n. 8/2026 dal titolo “Il Rapporto Assonime sulla Corporate Governance delle Società Quotate” con cui Assonime analizza il quarto anno di applicazione del Codice di Corporate Governance 2020 su un campione di 185 società quotate italiane rappresentative del 78% della capitalizzazione del mercato regolamentato.

Speciali

Pace fiscale

Fonte: ipsoa.it

Reddito di cittadinanza

Fonte: ipsoa.it

Quota 100 e pensioni 2019

Fonte: ipsoa.it

Fattura elettronica

Fonte: ipsoa.it

Tariffe Inail 2019

Fonte: ipsoa.it

Auto: ecotassa e bonus 2019

Fonte: ipsoa.it

Fondo Garanzia PMI

Fonte: ipsoa.it